Briciole di Catechesi sulla Santa Messa (N. 3)

per aiutarci a vivere meglio la nostra partecipazione all’Eucaristia domenicale

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Riti di introduzione

L’incontro di Gesù con Zaccheo ci può aiutare ad entrare nello spirito di come andare alla Messa.

Zaccheo vuole vedere Gesù e va sull’albero per vederlo. Noi partiamo da casa per andare alla messa, perché lì incontriamo Gesù che passa. È importante sapere che quando andiamo in chiesa è Gesù che ci aspetta per parlarci e per offrirci la sua salvezza, vuol venire a casa nostra, entrare nel nostro cuore con la sua Parola e con il suo Corpo.

Sembra che siamo noi che andiamo da Gesù come Zaccheo, ma in realtà è lui che ci aspetta come ha atteso il momento per incontrare, chiamare, convertire Zaccheo.

Che cosa sono i riti di introduzione?

I primi momenti della Messa ci predispongono a comprendere quanto si celebra e a vivere più degnamente l'Eucaristia. L'incontro con Dio non si improvvisa: prepariamo il cuore, la mente e il corpo così da riceve­re con abbondanza quanto ci viene donato.

Che cosa fare?

Arriva in chiesa per tempo, osserva il silenzio, fai il segno di Croce con l'Acqua benedetta e poi stai con com­postezza nella casa di Dio; gli atteggiamenti esterni aiuteranno il tuo cuore, la tua mente e il tuo corpo a entrare nella preghiera, per poterti dedicare esclusivamente alla lode di Dio.

Ora seguiamo un po’ lo svolgimento dell’inizio della Messa: quando il sacerdote entra per dare inizio alla celebrazione, tutti si alzano in piedi e accolgono il celebrante con un canto che esprime la gioia del po­polo di Dio nel parteci­pare alla santa messa.

Durante il canto il sacerdote raggiunge l'altare lo bacia (l’Altare che sta al centro del presbiterio è il segno della presenza di Cristo e per questo il sacerdote lo bacia, per questo nelle solennità viene incensato: nella celebrazione eucaristica l’altere non è un semplice tavolo ma è Gesù). Poi si fa il segno di croce e tutti i partecipanti alla messa si segnano con lui: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

Tutti: «Amen».

Sacerdote saluta: Il Signore sia con voi…: è il dialogo che ci mette in comunione con Gesù. Sono alla presenza di Dio. Eccomi, adesso mi presento … e subito l’atto penitenziale. Come Zaccheo si presenta, confessa i suoi peccati a Gesù e manifesta i suoi propositi: “se ho frodato qualcuno …”. Il sacerdote ci invita a fare lo stesso: Prima di celebrare i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati. È il momento di presentarci per quello che siamo: creature, figli, peccatori ma che amano il Signore.

GLORIA

Se non è un tempo di penitenza, nelle feste si canta o si recita il Gloria, antichissima preghiera di lode. Questo inno inizia con le parole cantate la notte di Natale dagli Angeli a Betlemme e si sviluppa come una glorificazione del Padre attraverso il Figlio Gesù Cristo nello Spirito Santo.