Briciole di Catechesi sulla Santa Messa (N. 7)

per aiutarci a vivere meglio la nostra partecipazione all’Eucaristia domenicale

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Attegiamenti da tenere durante la liturgia della parola

ASCOLTO

L'atteggiamento fondamentale che il cristiano deve tenere durante la Liturgia della Parola è l'ascolto. Si ascolta seduti per esprimere la disponibilità ad accogliere la verità di Dio e a meditarla nel nostro cuore. Perciò l'ascolto esige silenzio e attenzione.

Non si tratta di un silenzio solo esteriore (evitare ogni rumore, ogni spostamento nella chiesa, la distrazione di guardare altrove....), è il silenzio delle tue opinioni personali, del tuo atteggiamento critico, del tuo scetticismo, il silenzio di tante reazioni umane che alimentano pensieri inutili e inopportuni; un silenzio-attenzione, dunque, che non è inerzia, passività o torpore ma ad-tensione, un moto amoroso dell'anima verso Dio che ti parla, l'umile dischiudersi dell'intelletto verso la Luce che viene a illuminare la tua coscienza.

È, dunque, un ascolto meditativo, molto simile alla preghiera, e di preghiera dobbiamo nutrirlo per ottenere dal Signore "orecchi per intendere". Perciò, la Chiesa fa seguire alla lettura una preghiera salmodica, tratta dal libro dei Salmi, nella quale si sviluppa sotto forma di invocazioni e di suppliche il tema proposto dalla lettura. È appunto il Salmo responsoriale che trasforma il tuo ascolto in un'intima ed umile risposta di preghiera.

PROCLAMAZIONE DEL VANGELO

Il momento culminante della Liturgia della Parola è la proclamazione del Vangelo. Essa viene accompagnata da segni particolari di venerazione da parte del sacerdote: una preghiera prima della lettura, l'inchino, nelle solennità l'incensazione del libro sacro, il bacio del testo, infine l'atteggiamento dell'assemblea che ascolta la lettura in piedi.

In piedi per esprimere consapevolezza: colui che parla è Cristo, Maestro e Signore, e "parla con autorità"; in piedi per esprimere convinzione: vogliamo accogliere responsabilmente il Vangelo che ci viene annunciato; in piedi, perché vogliamo esprimere la decisione di conformare la nostra vita alla Parola che ascoltiamo, pronti a professarla con la bocca, a testimoniarla con l'esempio, a difenderla con coraggio e senza tentennamenti.

Perciò tracciamo il segno della croce sulla fronte, sulle labbra e sul petto: Cristo nella mente, nelle opere, nel cuore.