Il coraggio di rischiare

Che tipo di cristiani siamo? Siamo di quelli che stanno «parcheggiati» o «ingabbiati» senza «volare con il sogno»? Oppure di quelli che non si saziano e continuano sempre a cercare il volto di Dio?

La domanda l’ha posta martedì papa Francesco, invitandoci a mettere a fuoco quale sia l’atteggiamento esistenziale del credente, per capire fino a che punto siamo disposti a spingerci nel cercare Dio. Quanto siamo disposti a rischiare, quanto siamo disposti a fidarci di lui. La fede è avere il desiderio di Dio. Per trovare la gioia bisogna continuare a cercare il suo volto senza fermarsi, per non rischiare di essere come chi al ristorante si sazia Con l’antipasto e torna a casa, non sapendo che il meglio arriva dopo.

«Perché ci sono tanti cristiani fermi, che non camminano; cristiani insabbiati nelle cose di ogni giorno — buoni, buoni! ma non crescono, rimangono pkroli. Cristiani parcheggiali: si parcheggiano. Cristiani ingabbiati che non sanno volare con il sogno a questa cosa bella alla quale il Signore ci chiama». Sono tutti gli elementi necessari per un esame di coscienza che potremo fare ogni giorno.

Com’è mio desiderio? Cerco il Signore così? Oppure ho paura, sono mediocre? Qual è la misura del mio desiderio? L’antipasto o tutto il banchetto?

Nessuno dovrebbe sentirsi mai sazio. ma «andare un po’ avanti, rischiare», Perché il «vero cristiano rischia, esce dalla sicurezza». Anche a costo, talvolta, di sbagliare.

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