Viva l'Austria, morte ai fiori, viva la religione.

Nel giugno 1867 venne dispersa la processione cittadina del Corpus Domini da parte di alcuni facinorosi anticlericali con la connivenza degli organi del potere esecutivo. I contadini devoti, offesi nei loro sentimenti religiosi, continuavano le manifestazioni antigovernative in tutta la provincia. Anche nel sobborgo di Tomba mise radici l'abitudine di coprire di insulti e prendere a sassate le carrozze dei siori ritenuti miscredenti e filoitaliani.

In realtà erano molti i motivi per contestare il nuovo governo italiano. Con la partenza della guarnigione austriaca l'economia della città soffrì un notevole decadimento. I numerosi muratori, manovali, carrettieri addetti ai forti e alle strade militari, si erano improvvisamente trovati sul lastrico, così come quella miriade di persone che trovavano il loro sostentamento nell'offrire minuti servizi alla guarnigione.

Ad accrescere il malcontento, oltre il servizio militare obbligatorio che toglieva braccia giovani alle campagne, venne anche tutta una congerie di tasse sproporzionate alle reali possibilità della popolazione.

Da una agricoltura poverissima alle prime industrie.

Negli anni 1853-1854 nel veneto dilagarono le malattie del baco che portarono ad abbattere le piante di gelso e ad acuire i problemi dell'occupazione. Rimanevano poche modeste manifatture a livello artigianale, che assorbivano una esigua manodopera, in gran parte femminile e per periodi stagionali. 

Grazie allo scavo del canale agricolo industriale voluto dal sindaco Giulio Camuzzoni, in modo da disporre di una forza motrice tale da sostenere la prima industrializzazione moderna a sud della città, nel 1886 si insedia la fabbrica di prodotti chimici Poggiani, la centrale per il primo acquedotto di Verona, la fabbrica di ghiaccio artificiale, la cartiera Fedrigoni, il cotonificio Crespi.

Le Società di Mutuo Soccorso.

Per alleviare le misere condizioni della classe povera, il sindaco Camuzzoni suggeriva l'iscrizione a qualche società di mutuo soccorso. A Tomba la Società dell'Amicizia, istituita nel dicembre 1876, aveva lo scopo di soccorrere i soci in caso di malattia. Pur con tutti i loro limiti, queste società mutualistiche  contribuirono a risvegliare le forze del lavoro, che presero coscienza che l'assistenza e le pensioni sono diritti da rivendicare dopo aver contribuito con il proprio lavoro.

Estremo bisogno di istruzione.

Al momento dell'annessione il Veneto annoverava una percentuale di analfabeti del 65%. A Tomba la percentuale era anche più alta, sfiorando l'85% da quello che si ricava dai registri civili dei matrimoni registrati dal 1867 al 1871. Il parroco Don Giovanni Adami si adoperò perché venisse aperta una scuola per le bambine, iniziativa che ebbe successo tanto che nel 1867-68 la scuola divenne comunale con tre sezioni. E anche nella scuola unica rurale maschile crebbe il numero degli iscritti e dei frequentanti. Alla fine del secolo il Comune decise la costruzione di un edificio scolastico e anche a Tombetta dove la popolazione cresceva a ritmo sostenuto.

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